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  • Il Cristianesimo è la religione dei nomi propri, non delle essenze. Dei volti concreti, non degli ectoplasmi. Del prossimo in carne ed ossa con cui confrontarsi, e non delle astrazioni volontaristiche con cui crogiolarsi."
    (Don Tonino Bello)
  • "Il tempo è superiore allo spazio. Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi, più che di possedere spazi"
    (Evangelii Gaudium)
  • "E' il filo di un aquilone, un equilibrio sottile, non è cosa ma è come , E' una questione di stile"
    (Nicolò Fabi “è non è”)
  • Il Cristianesimo è la religione dei nomi propri, non delle essenze. Dei volti concreti, non degli ectoplasmi. Del prossimo in carne ed ossa con cui confrontarsi, e non delle astrazioni volontaristiche con cui crogiolarsi." (Don Tonino Bello)
  • Promuovere la testimonianza della carità, lo sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. "
    (Statuto Caritas Italiana)

CARITAS DIOCESANA

 

La Caritas Diocesana di Pescia è l’Ufficio Pastorale della Diocesi che ha la funzione di animare la comunità, sensibilizzandola alla carità, alla giustizia e alla pace, con prevalente fine pedagogico e un’attenzione particolare alle espressioni di maggiore povertà.

La scelta di Viola

Cosa significa fare il Servizio Civile in Caritas? Per quale motivo scegliere di dedicare un anno della propria vita al servizio? 

Questa l'esperienza di Viola Baggiani, che, grazie al Servizio Civile Regionale, sta passando un anno alla Caritas Diocesana di Pescia, occupandosi del "Laboratorio Madame Corbeille" 

"Il mio percorso personale è molto lungo ed importante. Dopo il diploma scientifico ho iniziato subito l’università, mi sono laureata in scienze biologiche ed immediatamente iscritta alla laurea magistrale per completare il mio percorso di studi. Però purtroppo spesso la vita ci mette davanti situazioni tragiche, difficili da gestire e superare. Così dopo due enormi perdite nella mia famiglia ho rimesso in discussione tutte le scelte prese fino a quel momento, capendo che non era ciò che volevo veramente. Mi sono presa un anno di pausa e non è stato facile rimettermi in discussione con realtà a me completamente estranee a 28 anni. Mi ricordo bene il pomeriggio in cui ho conosciuto “Caritas”: stavo sfogliando le varie offerte di lavoro e la mia attenzione è caduta sul bando di servizio civile regionale. Avevo sentito parlare di quest’opportunità che veniva offerta ai giovani, ma non mi ero mai informata al riguardo. Così scorrendo il regolamento per capire quali fossero i requisiti richiesti per poter accedere ad una graduatoria di selezione, sono arrivata alla parte in cui c’era una lista di Associazioni disponibili per svolgere servizio civile. Quando sono arrivata al nome CARITAS e dopo aver letto direttamente dal sito di Caritas Toscana tutti i progetti che proponevano, mi si è aperto un mondo nuovo e molto interessante e ho pensato che forse tutto quello che mi era successo, l’esperienza di vita che mi ero fatta, poteva aiutare altre persone in difficoltà. Per questo mi sono presentata ai colloqui come servizio civilista per  la Diocesi di Pescia. La mia prima domanda non è stata accettata perché mancavo di requisiti minimi richiesti e soprattutto non avevo fatto mai nessun tipo di volontariato. Avendo comunque sostenuto un colloquio buono, dopo qualche mese sono stata richiamata con la possibilità di poter svolgere un Anno di Volontariato in un progetto d’inclusione sociale, “Madame Corbeille”, dove si lavorava con donne che avevano vari tipi di disagio, principalmente economico e/o sociale. Mi è stato spiegato il progetto: queste donne creavano in un laboratorio artigianale oggetti con materiali di riuso e riciclo. Ho pensato che fosse proprio il posto giusto per me, perché sono sempre stata incuriosita da realtà diverse e distanti dalla mia ed inoltre mi piace molto il confronto con le persone. Inizialmente non è stato facile rapportarmi con donne di culture e religioni lontane dalla mia realtà, così come non è stato semplice capire il funzionamento di un centro ascolto. Mi sono confrontata con donne che provenivano da Kosovo e Romania e molto attratta dalla loro vita ho cercato di capire come vivevano la loro vita, il loro rapporto con gli uomini, famiglia e bambini. La cosa che mi ha colpita di più è che avevano quasi completamente perso il loro ruolo di donne, non si ricordavano più che cosa volesse dire dedicarsi del tempo. Inizialmente non è stato facile rapportarmi con loro, anche perché mancava fiducia da entrambe le parti, ma dopo ho capito che ci stavamo aiutando e si è instaurato un rapporto molto stretto ed è stato bello vederle sorride così tanto ed essere felici in quelle poche ore settimanali trascorse a creare oggetti tra una chiacchiera e l’altra. Ed è stato bello vederle felici nel sentirsi importanti almeno per un momento ed artefici delle proprio idee, così dal non farle sentire inutili come purtroppo spesso accade nelle loro vite difficili. Per tutta la loro semplicità, fiducia e lealtà, ho deciso di continuare questo mio percorso anche quest’anno e ho iniziato il mio servizio civile. Adesso sto lavorando con quindici donne che vanno da un’età di 28 a 60 anni e su due laboratori diversi. Non sempre è facile gestire così tante persone insieme e diverse tra loro, con problematiche tutte diverse. Perché ho deciso di continuare il mio percorso in Caritas e scegliere di fare il servizio civile: perchè sono riuscita e sto riuscendo a mettermi in discussione continuamente, ho imparato che alla base di ogni rapporto ci dev’ essere un confronto e che non si finisce mai di imparare a conoscere le persone. Spesso mi hanno chiesto come mai ho fatto proprio questa scelta, perché dopo tanto dolore ho deciso e decido tutt’oggi di continuare: la risposta sta nel fatto che queste donne mi stanno dando molto e come sono solita dire mi stanno ridimensionando."

Tags: caritas, pescia, volontariato, giovani, servizio civile

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